Storia e fisionomia della raccolta pittorica
La collezione d’arte della famiglia Silvestri, già considerata la più prestigiosa di Rovigo durante la dominazione veneziana, ha una storia tanto complessa quanto affascinante.
Frutto dell’attività collezionistica di una delle famiglie più antiche e influenti del Polesine, il lascito Silvestri comprende, oltre a un corpus di 186 dipiniti databili dal XIV al XVIII secolo, una straordinaria biblioteca di oltre 40.000 tra documenti e volumi – la cosiddetta Biblioteca Silvestriana — nonchè una raccolta di reperti archeologici e lapidari.
La collezione è rimasta nel palazzo quattrocentesco della famiglia fino al 1875, quando l’ultimo erede, il cardinale Pietro Silvestri, decise di donarla a due importanti istituzioni cittadine: l’Accademia dei Concordi e il Seminario Vescovile.
Inizialmente, la raccolta fu gestita in comproprietà dai due Enti. Tuttavia, la mancanza di istruzioni chiare da parte del donatore per la divisione della collezione e il presunto «scarso valore» delle opere ivi contenute generarono un lungo contenzioso.
La donazione Silvestri ebbe conseguenze significative per entrambe le istituzioni: per l’Accademia dei Concordi, l’arrivo dei dipinti rappresentò un notevole accrescimento delle proprie raccolte. Per il Seminario Vescovile, la donazione segnò la nascita della Pinacoteca.
Tra i vertici assoluti si collocano le grandi tavole gotiche di Nicolò di Pietro e Quirizio da Murano, autentiche gemme trecentesche e quattrocentesche, che testimoniano la precoce attenzione della famiglia per la pittura lagunare e costituiscono oggi uno dei nuclei più preziosi della raccolta.
Questi dipinti documentano un collezionismo raffinato e lungimirante: in un’epoca in cui le opere dei primitivi veneti erano ben poco valorizzate, i Silvestri avevano già saputo riconoscerne il valore storico e artistico.
Per il Seicento, spicca il potente Tributo della moneta di Bernardo Strozzi, databile agli anni Trenta, esempio maturo della stagione genovese-veneziana dell’artista.
Accanto ad esso, il San Giovanni Battista di Giambattista Piazzetta, autentico capolavoro per forza luministica e tensione drammatica, testimone di una stagione di straordinaria vitalità nella pittura veneziana del Settecento.
Non meno significativa è la presenza del Vaso di fiori di Elisabetta Marchioni, testimonianza della produzione di una rara protagonista femminile della pittura secentesca, e del Ritratto di collezionista del fiammingo Daniel Van Den Dyck, che documenta l’apertura internazionale degli interessi dei Silvestri.
La raccolta comprende inoltre opere di Sebastiano Bombelli, Fra Galgario, Giuseppe Nogari, Pietro Della Vecchia, Antonio Molinari, Sebastiano Mazzoni, Giovan Battista Pittoni, fino alle tele di Luca Giordano, che attestano l’ampiezza culturale della collezione.
Il Conte e il Cardinale
La Collezione Silvestri è stata recentemente oggetto di un'importante esposizione a Palazzo Roncale, promossa da Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo.
A seguire, è stata avviata una borsa di studio per la catalogazione della collezione in collaborazione con l'Università di Verona, grazie al finanziamento della Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo e al patrocinio delle due istituzioni rodigine.
Lo studio è stato condotto con un approccio metodologico che ha combinato la ricerca bibliografica, l'analisi fisica delle opere e la ricerca documentaria, così da poter procedere a un aggiornamento delle catalogazioni già realizzate in precedenza.
Lo studio ha permesso di raffinare attribuzioni già avanzate o di proporne di nuove. L'insieme delle informazioni tratte dalle indagini ha consentito di verificare l'autografia delle opere, confermando o raffinando le attribuzioni esistenti, talaltra proponendone di nuove, nonché di giungere a datazioni più precise.
Particolarmente significativa risulta l'introduzione del Trionfo di Bacco tra le opere realizzate da Odoardo Fialetti, poiché si tratta di uno dei pochissimi dipinti di soggetto mitologico realizzati dall'artista. Si apre infine un'ulteriore interessante ipotesi: il Ritratto di Girolamo Frachetta potrebbe essere la prima opera nota di questo genere realizzata da Giuseppe Marcabruni.
Una selezione delle opere più significative della Collezione Silvestri conservate a Rovigo. Clicca su ciascuna per ingrandire.